Condominio, Lucente: “Sulle assemblee online poca chiarezza”

In condominio4.0,condominio,norme e tributi,vitadacondomini il
Autore: Gennaro Del Core

Il tema delle assemblee di condominio in modalità online sta infiammando il dibattito tra addetti ai lavori, giuristi e condomini. Si possono considerare sostitutive di quelle in presenza? Hanno validità giuridica o si rischia una pioggia di contenziosi? A queste ed altre domande prova a rispondere con la sua nota Vito Lucente, Vice Presidente nazionale AMi – Associazione Manager immobiliari.

Nel DPCM dello scorso 18 ottobre si legge “…fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza…” ed è qui che nascono i problemi di interpretazione della norma e che molti colleghi hanno difficoltà a mettere in pratica. Il timore, infatti, è principalmente quello di svolgere un lavoro inutile perché, in futuro, le decisioni prese in assemblea online di condominio potrebbero essere annullate a causa di qualche vizio di forma.

Dato pure per acclarato che per riunioni si intendano anche le assemblee, ci chiediamo se quel fortemente raccomandato sia un’indicazione o un obbligo. Ancora, se per a distanza si intenda chiaramente ed inequivocabilmente alla modalità online. Personalmente non credo che siano obblighi. A mio modesto avviso, infatti, è un invito a valutare la circostanza, con la consapevolezza che, come al solito, saremo noi amministratori a prenderci la responsabilità. Immaginate, infatti, se il giorno dopo un’assemblea di condominio qualche condomino si sottoponesse ad un esame e risultasse positivo. La solita storiella dello scarica barile senza neppure la possibilità di replica. Come del resto è da sempre nei confronti dell’amministratore di condominio, mai considerato ufficialmente ma neppure considerato ufficiosamente.

Del resto, come dare torto a questa mancanza, considerato che l’amministratore del condominio è l’unico che per legge non è obbligato a presenziare alle riunioni? L’amministratore dovrebbe solo informare ed eseguire il deliberato. Quindi, secondo legge, l’amministratore sarebbe colui che corre il pericolo inesistente di contagio in quanto assente “giustificato” dalle assemblee. La realtà è ben diversa: l’amministratore presenzia, e come, alle sedute di assemblea anche, forse soprattutto, per non essere accusato di menefreghismo e non subire una revoca dell’incarico.

Sulla dicitura a distanza, poi, andrebbe fatta ulteriore chiarezza: vuol dire online o ben distanziati? Io sento riecheggiare quel “…fate come vi pare tanto la responsabilità è vostra…”.

Passerei alle difficoltà oggettive ed organizzative di una seduta di assemblea di condominio in modalità online.

La tecnologia è una bella cosa, ci aiuta a migliorare le nostre vite e a rendere più efficiente ed efficace il nostro lavoro. Tuttavia, non ha ancora raggiunto tutti. Penso alle connessioni internet ma anche al possesso, ad esempio, di pec e firma digitale. Lo dico pensando a quale sistema di validazione del deliberato si potrebbe utilizzare. Come farei a far firmare un semplice verbale? Via pec con firma digitale? Bene, ma quanti ne sono in possesso? E se qualcuno, ancora esistono, non ha internet in casa come potrei fare a garantirgli accesso alla seduta? E a chi dovesse avere bisogno di aiuto perché non è pratico e non sa utilizzare la piattaforma scelta per la seduta?

Tutti interrogativi che nascono dalla pratica quotidiana di chi, come me, fa questo lavoro e anche da un bel po’ di anni.

Per concludere, ben vengano le assemblee online che accorciano le distanze e rendono anche il nostro lavoro di amministratori più rapido e agevole per molti versi. Tuttavia, temo che non siamo ancora pronti. Non solo per la copertura giuridica ma anche per le carenze tecnologiche e, per alcuni aspetti, direi culturali. Alla luce di questo ragionamento, quindi, temo il carattere italico della norma come mi fa paura il chiacchiericcio già in atto tra gli operatori del settore. Consiglio, invece, di contrapporre a tale situazione la massima professionalità individuale e l’assoluta osservanza di ciò che è certo e comprovato da decenni: norme e procedure ben precise in ordine alla tenuta delle assemblee condominiali, rapportando tutto all’esistenza di una emergenza sanitaria pandemica dalla quale ci si deve proteggere solo con l’osservanza delle norme igienico sanitarie per la tutela della salute propria ed altrui.

Per il resto …fate come vi pare tanto la responsabilità finirà sempre al povero amministratore di condominio.

Vito Lucente, vicepresidente AMi -Associazione Manager immobiliari

Contatta Casa Smart

Condividilo

Tag:, , , ,