Condominio, De Filippis: “L’amministratore ormai è un consulente, non solo per il superbonus”

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Autore: Gennaro Del Core

Il mondo del condominio è in continua evoluzione, la figura dell’amministratore non è più quella semplice del contabile come qualche anno fa ma oggi prevede competenze specifiche in diversi ambiti. Ad esempio, per il superbonus è addirittura decisivo poter contare su un professionista preparato per portare a termine il procedimento dell’agevolazione. Ecco l’intervista a Peppino De Filippis, presidente nazionale di Aic-Condivision.

Peppino, sei presidente nazionale di un’associazione composta da professionisti del settore dell’amministrazione di immobili e condomini. Che idea ti sei fatto, in base a quanto riportano i soci, del patrimonio immobiliare italiano in generale e di quello pugliese in particolare visto che sei di Taranto?

Purtroppo lo stato dell’arte non è dei migliori. Sappiamo bene che gran parte del patrimonio immobiliare italiano, e quello pugliese non fa eccezione, sia vecchio ed energivoro, cioè consumi energia molto più del necessario. Tuttavia, molti fanno i conti con la realtà e prima di pensare all’unità abitativa o all’intero condominio, sono concentrati sull’essenziale. In questo momento caratterizzato dalla pandemia da covid, molte famiglie hanno serie difficoltà ad arrivare a fine mese e rinunciano, o almeno rimandano, eventuali interventi su case ed edifici. E’ comprensibile.

Certamente la situazione non invoglia qualcuno ad intraprendere attività di riqualificazione e ristrutturazione. Tuttavia, c’è una controparte, quella governativa, che spinge ad esempio sui bonus proprio per incentivare anche la ripresa economica. Ti è già capitato di seguire lavori in condominio con l’ausilio del superbonus?

Si, certo. Lo trovo uno strumento utile non solo in chiave economica ma anche tenendo presente i benefici per l’ambiente. La domanda di accesso ai bonus in genere, non solo quello da 110%, c’è anche se le ritrosie non mancano. Non solo per l’oggettiva difficoltà di portare a termine la pratica e non solo per ragioni strettamente economiche, quanto meno nel presente. Noto una vera e propria paura del futuro in molti condòmini. Ci si chiede cosa ci aspetti ancora, se e quanto durerà questa crisi e, di conseguenza, si rinuncia o si rimanda.

Il primo passaggio per accedere ai bonus è quello in assemblea di condominio che, al momento, non si possono tenere in presenza. Avete seguito le indicazioni normative e state effettuando le cosiddette teleassemblee?

E’ un passaggio obbligato e non senza difficoltà. Per fortuna, per chi vive dalle nostre parti, tra un paio di mesi potremo fare le assemblee anche all’aperto, magari in qualche bel porticato. Per ora, tuttavia, ci stiamo avvalendo della tecnologia perché le scadenze non aspettano e quella del superbonus, poi, è più vicina di quanto sembri. Il 30 giugno 2022, infatti, considerando tutti i passaggi da fare, è praticamente domani. Calcola che solo per la prima analisi di prefattibilità, ad un tecnico, architetto o ingegnere che sia, servono almeno due o tre mesi. 

Quali problemi ci sono con le teleassemblee?

Innanzitutto la questione della privacy, intesa sia come autorizzazione alla registrazione dell’assemblea, sia considerando il fatto che non possiamo sapere chi c’è insieme alla persona titolata ad essere presente in assemblea. Molti condòmini hanno rifiutato l’autorizzazione e questo non ci ha consentito di tenere assemblee fondamentali per accedere al superbonus. Aggiungi anche le carenze infrastrutturali digitali che penalizzano alcune zone del paese, soprattutto al sud, e per le quali la connessione non è sempre affidabile. Come fai a stabilire anche solo la ragione per la quale un determinato utente si è disconnesso, ad esempio, al momento di votare a favore o contro l’avvio di una pratica di superbonus? Infine c’è il tema delle deleghe, che devono pervenire all’amministratore in tempo utile e spesso non è possibile.

In una fase così travagliata e con tutte queste difficoltà operative, che ruolo ha l’amministratore di condominio oggi?

Ai miei associati dico sempre che bisogna distinguersi per professionalità e competenza, l’amministratore non è più solo un contabile. E’ un consulente su più materie, anche di diverso genere, e a 360 gradi. Ad esempio, per restare al superbonus, deve essere in grado di spiegare a tutti i condòmini gli aspetti salienti della norma. Deve saper consigliare anche quale soluzione sia preferibile nell’ottica dei clienti, magari ci sono altre agevolazioni altrettanto valide. Infine, deve essere in grado di dare attuazione alle delibere, e quindi alle decisioni, prese in assemblea. Oggi siamo imprenditori e dobbiamo garantire una serie di servizi, pena l’estinzione della categoria.

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