Condominio: cosa deve fare un amministratore in caso di contagi da covid

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Autore: Staff

Il condominio non è esente dal rischio di persone contagiate al suo interno e, soprattutto, potrebbe diventare un focolaio senza l’assunzione delle corrette misure a contrasto della diffusione del covid. Cosa deve fare un amministratore in caso di contagio di uno o più condòmini? Risponde con una nota Vito Lucente, vicepresidente nazionale AMi – Associazione Manager immobiliari.

La situazione non è per nulla semplice, non sempre veniamo a conoscenza di casi di contagiati all’interno di un condominio, con il tempismo giusto per predisporre subito le misure necessarie a contrasto della diffusione del virus. Tuttavia, è bene sottolineare che non c’è nulla da temere se le cose vengono fatte per tempo. I condòmini, come è normale che siano, vivono e lavorano fuori dal contesto condominiale e potrebbero contrarre questo maledetto virus che ha impattato negativamente sulla vita di tutti noi. Non per questo, però, queste persone debbano sentirsi o, peggio ancora, essere additate quali colpevoli di chissà quale mancanza. Succede, punto.

Come professionista sto affrontando con una certa frequenza questa eventualità. La prima cosa da fare, per un amministratore di condomino che venga a conoscenza di un caso di contagio da covid, è procedere con la sanificazione delle parti comuni:

  1. Androne;
  2. Ascensore;
  3. Vano scala.

E’ bene tenere informati tutti gli abitanti dell’edificio così da favorire un’atmosfera serena nell’affrontare la situazione. La mancanza di comunicazione, anche solo parziale, potrebbe solo scatenare il panico. Dall’altra parte, come è ovvio che sia, serve collaborazione da parte di chi, consapevole di aver contratto il virus, non solo avvisi per tempo l’amministratore ma, soprattutto, subito dopo eviti di uscire di casa e di andare in giro.

Insomma, possiamo dire che seguendo le linee guida delle autorità sanitarie, ma anche con un po’ di buon senso, si può superare una prova tanto dura come quella del covid, anche in ambiente condominiale. E’ una sfida non solo sanitaria ma anche sociale perché mette a dura prova anche le relazioni personali tra gli abitanti di uno stesso stabile. Il ruolo dell’amministratore, poi, ancora una volta segna la differenza con il passato della professione. Non più un semplice contabile ma una figura di vicinanza ed accompagnamento che sanifichi, segua le norme ma, tuttavia, si preoccupi anche degli aspetti umani. Quelle comprensibili fragilità e paure che tutti possiamo avere davanti ad un nemico così feroce quale il covid ha dimostrato di essere.

Vito Lucente, vicepresidente nazionale AMi – Associazione Manager immobiliari

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