Condominio: con il DPCM del 18 ottobre via libera alle assemblee online

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Autore: Gennaro Del Core

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri presentato ieri, 18 ottobre 2020, da Giuseppe Conte sembra sdoganare definitivamente le assemblee di condominio in modalità online.

In particolare, per avviare il nostro ragionamento segnalo e riporto la lettera n-bis del DPCM:

“sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza”.

Non mi addentrerò nel delicato mondo dell’interpretazione della parola “luogo” sotto il profilo giuridico. Del resto,  è risaputo che elementi fondanti di un’assemblea di condominio sono data e, appunto, luogo. Uno spazio fisico, ovviamente. Almeno fino ad oggi. Se nell’insieme delle “riunioni private” dovesse rientrare anche la tipologia delle assemblee condominiali, e non c’è motivo di credere il contrario, va da sè che dovremo cominciare a pensare anche a piattaforme digitali come luoghi per lo svolgimento delle suddette. Nei prossimi giorni chiederò ad addetti ai lavori ed esperti del settore di spiegarci più approfonditamente eventuali sviluppi e scenari.

Tuttavia, dobbiamo dirci subito che la prima difficoltà che viene sollevata dagli oppositori a questa importante novità delle assemblee online di condominio è quella che richiama la specificità del termine “luogo”, inteso solo come spazio fisico. Ovviamente, nessuna norma avrebbe potuto prevedere la situazione che stiamo vivendo dal marzo 2020 e, pertanto, nessuna legge avrebbe potuto ipotizzare significati alternativi rispetto agli spazi dove tenere una riunione privata, come un’assemblea di condominio. Un po’ di buona volontà, ed insieme di buon senso, consentirebbe di approvare una piccola variazione al regolamento condominiale così da poter tenere incontri anche attraverso piattaforme digitali (anche con un gran risparmio di tempo per i condomini). Coloro che vivono in un determinato condominio potrebbero partecipare ad un’assemblea con all’ordine del giorno, proprio al primo punto, l’approvazione della modalità online delle sedute.

Tra i vantaggi ci sarebbe quello di una maggiore celerità nello svolgimento stesso delle assemblee di condominio. Ancora, molte piattaforme consentono già ai partecipanti ad incontri in digitale persino di votare. Questo risolverebbe la prima questione per rendere concreti gli effetti di una seduta, ovvero consentire l’esercizio delle volontà degli intervenuti. Quindi velocità ed efficacia potrebbero essere alla base di una rivoluzione culturale, prima ancora che tecnologica, che porterebbe ad un passo in avanti per quello che abbiamo chiamato condominio 4.0.

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