CondoHotel, arrivano anche in Italia?

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Autore: Staff

CondoHotel, formula contenuta nel decreto “Sblocca-Italia” per definire la possibilità di trasformare parte di un hotel a bassa profittabilità in appartamenti ad uso residenziale.

Si tratta di una formula molto diffusa all’estero, in particolare negli Stati Uniti, già da

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diversi anni. Nell’applicazione italiana, o quanto meno nella sua aspirazione, significa poter destinare fino al 40% della superficie di un albergo a destinazione d’uso residenziale.

Unità abitative all’interno degli alberghi che, di conseguenza, potrebbero diventare anche condomini. Scopo dell’iniziativa legislativa era quello di rivitalizzare hotel che, a bassa profittabilità ormai, avrebbero potuto essere venduti e riqualificati come seconde case.

Dopo una fase di stallo, lo scorso 22 giugno la Conferenza Stato-Regioni ne ha approvato ufficialmente la definizione. In particolare, il provvedimento prova a chiarire criteri e modalità per l’unità abitativa tipo che possa usufruire di questa misura.

La formula Condhotel prevede che gli alberghi con almeno 7 camere possano vendere fino al 40% degli spazi. Un 40% di
spazi da destinare ad unità immobiliari indipendenti, dotate di cucina.

Un bel vantaggio per chi potrà acquistarle come forma di investimento. Le unità vendute possono continuare ad essere affittate come una normale camera di albergo, tuttavia, con un contratto di gestione, il nuovo proprietario potrà partecipare agli utili della gestione della stessa.

Un’ulteriore spinta all’arrivo in Italia della formula del CondoHotel potrebbe arrivare dalla Regione Toscana che ha introdotto la formula nel Testo Unico sul turismo, legge 57/2016, già approvato e per il quale si attende a giorni il regolamento attuativo.

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