CondoHotel, dal 21 marzo anche in Italia

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Autore: Gennaro Del Core

I CondoHotel in Italia diventeranno realtà dal prossimo 21 marzo. Già in passato ci siamo occupati del tema.

Sta per entrare in vigore, precisamente dal prossimo 21 marzo, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.13 del 22 gennaio 2018 titolato “Regolamento recante la definizione delle condizioni di esercizio dei Condhotel, nonché’ dei criteri e delle modalità’ per la rimozione del vincolo di destinazione alberghiera in caso di interventi edilizi sugli esercizi alberghieri esistenti e limitatamente alla realizzazione della quota delle unità abitative a destinazione residenziale, ai sensi dell’articolo 31 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164”, pubblicato nella G.U. n.54 del 6 marzo 2018“.

Con il termine CondoHotel si è definita già in passato, attraverso il decreto Sblocca-Italia, la possibilità di trasformare parte di un hotel a bassa profittabilità, nella misura non superiore al 40% dell’intero edificio, in appartamenti ad uso residenziale. Una forma di contratto atipica per l’Italia ma già in uso da anni nei paesi anglosassoni, basti pensare che solo in Florida se ne contano già 50.000.

Una novità dunque per il nostro paese, in grado anche di apportare un beneficio doppio: il primo per gli albergatori che possono creare valore per se e per la struttura vendendo alcune camere; ma anche un altro per chi cerchi una forma di investimento ed insieme una certa sicurezza per le sue vacanze.

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Non solo diversificare l’offerta turistica dunque, ma anche favorire una nuova forma di investimento e che inevitabilmente si trasformi in un’iniezione di nuove risorse economiche in due settori che hanno particolarmente sofferto la crisi.

Parte di un hotel a bassa profittabilità potrà cambiare destinazione d’uso passando da “alberghiero” a “residenziale”. Attenzione però, saranno le Regioni a disciplinare in concreto le modalità di avvio delle attività. Non tutte, infatti, hanno lo stesso approccio anche normativo al turismo.

L’eventuale sviluppo dello strumento del condohotel in Italia pone, però, un ultimo quesito. Va bene la diversificazione dell’offerta turistica così come una nuova forma di investimento per privati cittadini o imprese. Tuttavia, nel caso in cui le camere “vendute” dovessero raggiungere un numero considerevole sarà necessario introdurre la figura dell’amministratore di condohotel?

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