Il cohousing è una modalità dell’abitare che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese. Si fonda sul principio della condivisione di alcuni servizi ma anche della collaborazione tra gli stessi abitanti. Sul tema segnaliamo un ciclo di quattro incontri online organizzati dall’impresa sociale “MeWe Abitare Collaborativo”.

La domanda di fondo dalla quale sono partiti gli architetti Lucio Massardo e Natalia Ardoino, insieme a tutti i loro collaboratori, è se sia possibile immaginare, e realizzare, una nuova dimensione dell’abitare ai giorni nostri. Forse la pandemia ci sta insegnando che nessuno si salva da solo e allora ben vengano esperimenti che mettano a risorsa comune tempo, energie e servizi.

Lo staff di MeWe Abitare Collaborativo è orientato a promuovere, approfondire e realizzare in concreto esperienze di cohousing e di comunità condivise. Quale modalità migliore di ascoltare i diretti interessati se nono invitandoli su temi specifici ad intervenire? Così è nato il ciclo di webinar dal titolo “L’abitare collaborativo: un salto nel possibile” che sarà condotto da Anna Zumbo, consulente e formatore nei processi partecipativi di rafforzamento delle organizzazioni e sviluppo di comunità. Scopo dell’iniziativa è lavorare su quattro macroaree di cohousing al fine di individuare le risposte corrette a tutte le domande che possono essere ancora sospese ed impedire una maggiore diffusione della cultura del cohousing. Gli incontri sono gratuiti ma riservati a soli trenta membri che possono iscriversi a questo link, anche solo ad uno degli incontri.

La formula riservata, per quanto gratuito l’accesso, non è certamente una scelta per escludere ma, anzi, per dare ai partecipanti la possibilità reale di interagire e dire la propria sui temi. Si comincia giovedì 13 maggio alle 18 con “Il vicinato elettivo: come si scelgono i coabitanti?” per proseguire la settimana successiva, il 20 maggio alle 21 con “La co-responsabilità: come si gestisce il potere decisionale abitando con altri?”. Il 27 maggio, alle 18 sarà la volta di “La gestione dei conflitti: come si costruiscono relazioni a prova di litigio”, mentre giovedì 3 giugno si chiuderanno gli appuntamenti con “La proprietà privata e i suoi valori: quale valore aggiunto per l’abitare condiviso?”

Quello di MeWe Abitare Collaborativo è un cohousing nuovo, inclusivo, lo spazio giusto per le persone giuste: «Durante il lockdown ci siamo resi conto di quanto non solo l’ambiente in cui si vive ma anche le persone con cui lo si condivide, faccia la differenza nelle nostre vite – sottolineano Ardoino e Massardo Da qui abbiamo compreso quanto fossimo in linea con la realizzazione di questo progetto per creare la casa che si vuole, non quella che si trova, con la comunità giusta». Per entrambi quello dell’architetto è un ruolo sociale: ciascun essere umano deve avere la possibilità di vivere in ambienti dignitosi: «Nasciamo in un territorio, quello ligure, in cui la casa ha un’accezione fortemente turistica sia per costi che per dimensioni. Se per un viaggiatore estivo 45 mq sono sufficienti, altrettanto non si può dire per un residente. Il nostro obiettivo è costruire una domanda e una offerta basate sul riuso dell’esistente e la creazione di connessioni».

Chi segue il nostro blog sa quanto consideriamo un senso ampio del termine smart. Una casa, un condomino ed una città non sono intelligenti solo grazie alla tecnologia ma anche per forme nuove ed efficaci di vivibilità degli spazi e degli ambienti. In passato abbiamo già parlato di altri casi simili e, a tal proposito, puoi leggere gli articoli sugli esempi di cohousing a Bari ed a Milano. Un modello abitativo davvero innovativo e, probabilmente, sempre più necessario dati i cambiamenti sempre più evidenti nella nostra società, che pongono nuove sfide in termini di welfare soprattutto pensando alla terza età come momento ancora importante e gioioso della vita e non come semplice esigenza sanitaria. Del resto, si parla di cohousing in condominio, ad esempio, già da tempo.

Contatta Casa Smart

Condividilo

By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista