Nuovo codice appalti, comincia l’era digitale

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Autore: Gennaro Del Core

Lo scorso 1 dicembre il ministro Delrio ha firmato il decreto che definisce le modalità ed i tempi di introduzione dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici per l’edilizia e le infrastrutture nelle stazioni appaltanti.

Per il momento, il provvedimento riguarda sarà obbligatorio dal 1° gennaio 2019 per opere da 100 milioni e oltre, poi gradualmente per quelle di minore importo fino al 2025.

Finalità ultima di questo provvedimento è razionalizzare tutte quelle attività di progettazione, di

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verifica o di semplice invio dei progetti che devono partecipare a bandi e concorsi. 

E lo stesso ministro a spiegare le ragioni alla base di questa scelta: “Si tratta di un passaggio importante che risponde a un’innovazione nel settore e che porterà trasparenza, efficienza e più qualità nella progettazione e nella realizzazione delle opere”.

Si tratta di un provvedimento che regola fondamentalmente gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti. Dovranno, immagino, anche adeguare la formazione del proprio personale, individuare dei software di acquisizione e di manutenzione dei dati al fine di migliorare tutte le fasi di un processo decisionale.

Certo si tratta di iniziativa che va vista in maniera positiva anche perché può rendere davvero la pubblica amministrazione, nella sua veste di stazione appaltante, decisamente più trasparente.

Sarà ancora più facile a questo punto registrare dati, controllare i protocolli, e modellare al meglio tutte le fasi del procedimento.
L’obbligatorietà dell’entrata in vigore di questo provvedimento è stata fissata per il 1 gennaio 2019. Tuttavia sarà possibile per le pubbliche amministrazioni che vorranno anche anticiparlo in via del tutto facoltativa al 1 gennaio 2018.

La norma è il risultato di nulla del lavoro di una commissione istituita appositamente dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture composto da rappresentanti di Anac, Agid, delle Università di Brescia, Roma, Napoli, del Politecnico di Milano e della Rete delle Professioni Tecniche. Dopo aver ascoltato i portatori di interesse e gli operatori del settore ha disposto una prima bozza che, sottoposta ad una consultazione pubblica, ha iniziato il suo percorso fino ad arrivare al testo finale.

Sono convinto che si tratti di un passaggio fondamentale con dei risvolti assolutamente positivi in vista non solo della trasparenza ma anche di una maggiore efficienza della pubblica amministrazione.

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