Climatizzazione, edifici storici ed unità esterna, cosa fare?

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Autore: Rossana Saponaro

In tanti ci pongono il problema della climatizzazione degli ambienti siti nei centri storici.

<<Possiedo un’abitazione in piena zona A del mio comune di residenza. La bella stagione è vicina e vorrei installare dei climatizzatori. Purtroppo il regolamento edilizio comunale vigente mi vieta di apporre l’unità esterna sul prospetto. Come posso fare per ovviare tale situazione?>> 

Questo il quesito posto qualche giorno fa da un nostro lettore. Vediamo insieme di analizzare il caso e di giungere alla soluzione.

Chiaramente ogni episodio va studiato nella sua singolare complessità. In linea di principio dovremmo sempre tendere a salvaguardare il decoro architettonico e a rispettare il contesto urbano circostante oltre che le regole di buon vicinato, soprattutto nel caso di edifici condominiali.

L’art. 1120 del codice civile così recita “Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino”. In molti casi, inoltre, a questo vincolo va a sommarsi la rumorosità dell’impianto legata soprattutto al funzionamento dell’unità esterna. 

Come fare allora? Sono in commercio, ormai prodotti da svariate aziende anche italiane, climatizzatori monoblocco senza unità esterna.

Installarli è semplice e veloce ammesso che l’operazione venga eseguita da una ditta specializzata. Generalmente la macchina per la climatizzazione viene posta in basso o sotto le finestre, ma può essere posizionata anche sulla parte alta delle pareti. Per questo l’ingombro è importante. Un condizionatore senza unità esterna ha generalmente le seguenti dimensioni: 90 cm di larghezza, 50 cm di altezza, 23 cm di profondità.

E’ importante soprattutto che nella sezione del muro al quale viene fissato il condizionatore con staffa di supporto, non passino altri impianti. Si perchè, non avendo l’unità esterna, la macchina interna in qualche modo deve consentire lo scambio termico con l’aria esterna. Ecco motivata la necessità pratica di dover effettuare due fori di diametro pari a 15 cm circa alla parete. Uno di entrata e l’altro di uscita dell’aria. I fori vengono praticati utilizzando una carotatrice. Bisogna prestare attenzione, l’inclinazione dei fori deve essere della giusta pendenza per evitare ritorno di liquidi. Inoltre, verso la parte finale del foro, va diminuita la pressione per evitare evidenti screpolature nelle finiture esterne della parete stessa.

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Le soluzioni legate alla climatizzazione degli ambienti domestici sono oggi molteplici e versatili.

I climatizzatori in pompa di calore possono anche riscaldare per cui sono in grado di sostituire l’impianto di riscaldamento o potenziarlo. Attraverso le nuove tecnologie è possibile programmare a distanza l’accensione e lo spegnimento ottimizzando così l’efficienza delle macchine e soddisfacendo la reale domanda di carico termico. Il sistema dei filtri elettrostatici , inoltre, abbinato a quelli ai carboni attivi, migliora decisamente la salubrità dell’aria interna eliminando le particelle di fumo, polveri, qualsiasi altro allergene ed annullando cattivi odori ed eventuali gas nocivi.

Sono in commercio soluzioni per la climatizzazione di due ambienti contemporaneamente. Capaci, quindi, di lavorare singolarmente in raffrescamento o in pompa di calore. Le due unità interne sono collegate da un circuito frigorifero. Lavorano ad una distanza massima di 10 m l’una dall’altra e ad un dislivello massimo di 5 m.

Nel caso poi, vi sia la necessità di produrre anche acqua calda sanitaria, all’unità per la climatizzazione può essere abbinato un boiler. Si tratta di due tecnologie racchiuse in un ciclo frigorifero combinato. La tecnologia aria-aria, dedicata al comfort (raffrescamento e riscaldamento) e la tecnologia aria-acqua per la produzione di acqua calda sanitaria.

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