Chat di vicinato, Berlen: “Bene ma attenzione alla tutela della privacy”.

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Autore: Staff

Chat di vicinato contro ladri e vandali, ci siamo già occupati del tema dopo l’iniziativa di un gruppo di residenti di di Maliseti, frazione di 6.000 abitanti del Comune di Prato, stanchi dei continui furti e danneggiamenti subiti. Di seguito, vi proponiamo la nota di Francesco Berlen, Presidente della delegazione di Bari dell’associazione di amministratori di condominio “Help! Condominio”.

“La tecnologia – spiega Berlen – ci viene spesso in soccorso anche se non sempre ci facciamo caso. L’applicazione WhatsApp per smartphone viene utilizzata quotidianamente da un’utenza da 1 miliardo di persone nel mondo. La usiamo tutti quotidianamente per chiacchierare con amici o per lavorare o per altro ancora.

C’è chi, però, ne fa un uso ancora più utile. E non si tratta di lavoro: qui parliamo di sicurezza. In molte città italiane, da nord a sud, si sta diffondendo la pratica secondo la quale gli abitanti di alcuni quartieri, stanchi dei continui furti in appartamento o danneggiamento delle parti comuni, hanno pensato bene di creare un gruppo in cui segnalare ogni movimento sospetto.

Nna sorta di ronda su WhatsApp che pare funzioni davvero. Una chat per difendere la propria abitazione e quella dei vicini dai ladri in tempo reale, sfiorando lo schermo di uno smartphone. Un caso analogo, ad esempio, si registra nella città di Bitonto, in Provincia di Bari. Tuttavia, questo sistema di vigilanza è nato negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna negli anni ottanta con il termine di Neighbourhood Watch. Poche e semplici le regole da seguire per guardarsi le spalle a vicenda.

Prima regola del “fight club whatsapp” è non farsi giustizia da soli. Seconda regola del “fight club” di vicinato contro i ladri è chiamare sempre la polizia. Terza regola dei “fight club” virtuale è non diffondere notizie false e non usare la chat a scopi personali.

Non si “combatte il crimine” con calci e pugni, ma con l’osservazione.

L’Italia delle “ronde via whatsapp”, anche se a queste comunità virtuali può dare fastidio qualsiasi appellativo che sia vigilantes, ronde o sentinelle, sta crescendo a doppia velocità. Lo scopo è sempre il medesimo: prevenire.

Mancano, però, direttive univoche nel coinvolgimento delle forze dell’ordine. Per evitare che si crei un vero e proprio far-west il controllo del vicinato necessita di una istituzionalizzazione e di una connessione con chi deve intervenire (es. la figura di un coordinatore che faccia da trait d’union tra sentinelle e forze dell’ordine). Il controllo del vicinato ha ridotto la criminalità secondo i dati statistici, del 20%.

Come si aderisce al “Controllo del vicinato”?

Data la notevole rilevanza, si comprende bene che l’iniziativa debba partire dalle amministrazioni comunali, cui seguirà una libera adesione dei cittadini.

Poniamoci una domanda: come la mettiamo con la tutela della Privacy e il diritto a non essere troppo sorvegliati? Dice Gianfrancesco Caccia, cofondatore dell’associazione (www.acdv.it):  “Dare un’occhiata alle case della via dove abitiamo non intacca la riservatezza dei cittadini; in un condominio, per esempio, non serve l’unanimità per aderire a questo progetto che è a costo quasi zero: i cartelli con il nostro logo che si possono affiggere nelle strade  “controllate”, costano

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poche decide di euro a fronte dell’abbassamento della criminalità di almeno del 20%”.

Dove funziona già il progetto?

Secondo Asher Colombo, professore di sociologia alla Università di Bologna, il progetto non è diffuso solo nelle città medio-piccole in quanto si tratta di una iniziativa basata su conoscenza e passaparola, pertanto funzionante in zone limitate, come paese o quartieri costruiti in modo omogeneo e, quindi, estensibile anche alle grandi città.

La microcriminalità in Italia è al minimo, eppure la percezione della sicurezza tra la gente non aumenta, soprattutto per l’allerta terrorismo e immigrazione. Qualsiasi iniziativa che faccia sentire le persone più tutelate, secondo me, sarà comunque ben accetta.

A mio avviso il controllo del vicinato, inteso come collaborazione fattiva tra condomini, rappresenta una valida testimonianza di servizio della tecnologia alla vita dell’uomo, migliorandola e soprattutto rendendola più sicura. Spero sinceramente che queste App vengano implementate come esempi viventi di una moderna “La finestra sul cortile”, capolavoro del grande Alfred Hitchcock.

Francesco Berlen

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