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Vendita forzata e certificato di destinazione urbanistica

In mercato immobiliare, norme e tributi, rispondelavvocato, urbanistica

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Il Consiglio Nazionale del Notariato ha diffuso di recente un nuovo studio in materia di vendita forzata immobiliare, avente ad oggetto “L’allegazione del certificato di destinazione urbanistica al decreto di trasferimento di cui all’art. 591 bis c.p.c.”. Nello studio n. 517-2017/C, approvato dal Gruppo di studio sulle Esecuzioni Immobiliari e Attività Delegate il 23.10.2017, è stato ampiamente chiarito che nella vendita forzata immobiliare in esecuzione individuale la disciplina dell’acquisizione e allegazione del Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) si ricava dal combinato disposto degli artt. 567 (Istanza di vendita) e 591 bis c.p.c. (Delega delle operazioni di vendita), 173 bis (Contenuto della relazione di stima e compiti dell’esperto) e quater disp. att. c.p.c. (Avviso delle operazioni di vendita da parte del professionista delegato), con l’applicazione dell’art. 30 del Testo Unico Edilizia (Lottizzazione abusiva) solo ed esclusivamente nella parte espressamente richiamata dalle predette norme processuali.

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Come promuovere online lo studio legale

In marketing e comunicazione, casasmartperte, rispondelavvocato

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Promuovere online il proprio studio legale è una delle sfide più importanti per gli avvocati di oggi. Lunedì scorso a Bari, presso la sala consiliare dell’Ordine, si è tenuto un incontro sul tema alla presenza di Paola Parigi,  titolare di Paris & Bold e consulente di marketing e comunicazione per studi legali, associazioni e istituzioni forensi.

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Certificato di destinazione urbanistica, informazioni utili

In norme e tributi, rispondelavvocato

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Certificato di destinazione urbanistica, cos’è e quando risulta indispensabile? Recentemente, il Consiglio Nazionale del Notariato ha, inoltre, ritenuto necessario fornire chiarimenti sull’allegazione del certificato di destinazione urbanistica al decreto di trasferimento di cui all’art. 591 bis c.p.c.. Vediamo di cosa si tratta.

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Impianto elettrico non eseguito a regola d’arte

In condominio, rispondelavvocato

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Impianto elettrico: la Corte di Cassazione ha risolto il caso di un condòmino che lamentava di aver subito nella sua unità immobiliare di proprietà esclusiva, continue interruzioni della fornitura di energia elettrica, nonchè malfunzionamenti in altri appartamenti e nella luce scala, a seguito dei lavori di adeguamento dell’impianto elettrico condominiale alla normativa comunitaria, non eseguito a regola d’arte.

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Decreto Ingiuntivo a condomino moroso: basta il verbale condominiale?

In condominio, rispondelavvocato

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“Il verbale di assemblea condominiale, contenente l’indicazione delle spese occorrenti per la conservazione o l’uso delle parti comuni, ovvero, la delibera di approvazione del preventivo di spese straordinarie, costituisce prova scritta idonea per ottenere decreto ingiuntivo pur in mancanza dello stato di ripartizione delle medesime, necessario al solo fine di ottenere la clausola di provvisoria esecuzione del provvedimento ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c”

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Barbecue all’aperto, è sempre utilizzabile?

In rispondelavvocato, casa, condominio

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“Chiunque voglia fabbricare forni o camini presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti o in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza. Rientra in tale categoria anche il barbecue fisso costituito da un manufatto in muratura con comignolo.”

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione II sez. Civ. con la sentenza n. 15246 dello scorso 20 giugno.

Secondo la Corte il barbecue fisso, essendo qualificato come forno o camino deve rispettare quanto previsto dall’art. 890 c.c. secondo cui, per la costruzioni di forni o camini nei pressi del confini, si devono osservare le distanze stabilite dai regolamenti (quelli comunali o di pubblica sicurezza) o, in mancanza adottare le “distanze sufficienti ad evitare pericoli alla solidità, salubrità e sicurezza”, che ovviamente variano a seconda della situazione.

Tali manufatti presentano una presunta nocività e pericolosità tale da pregiudicare il diritto alla salute dei vicini.

La pronuncia è stata l’epilogo di un ricorso presentato dal proprietario di un barbecue edificato nel cortile dell’appartamento sottostante a circa un metro dalle finestre di un altro condomino.

Quest’ultimo aveva chiesto ed ottenuto l’inutilizzabilità del manufatto da parte del ricorrente a causa della nocività del barbecue. Il proprietario del barbecue ha presentato ricorso per Cassazione per violazione dell’art. 890 Cc, atteso che, come nel caso di specie, non esistono norme regolamentari in tema di distanze per la messa in opere di camini e la presunzione di nocività e pericolosità non è assoluta, ma è superabile ove si dimostri che nel caso concreto non sussiste alcun pericolo o danno per il fondo vicino.

Di opinione contraria la Corte di Cassazione, la quale ha invece qualificato la presunzione di nocività e pericolosità come assoluta che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisca la distanza medesima.

Nel caso in cui invece manchi una disposizione regolamentare la presunzione di pericolosità è relativa come tale superabile nel momento in cui il proprietario del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino.

L’accertamento prescinde dal verificarsi o meno di un evento dannoso, dovendosi invece valutare oggettivamente la pericolosità del forno anche se spento.

Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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