Siamo ancora lontani da un’effettiva riforma del catasto ma la mancata abrogazione dell’articolo 6 alla legge delega sulla riforma fiscale delinea scenari futuri. C’è chi spera in un riequilibrio degli aspetti sociali e fiscali e chi teme un aumento indiscriminato della tassazione sulla casa.

In Commissione alla Camera dei Deputati non è stato abrogato per un solo voto l’articolo 6 della legge delega della riforma fiscale. E’ importante perché si tratta della norma che prevede una profonda riforma del catasto con conseguente adeguamento anche degli estimi catastali. Una riforma che fa discutere tra favorevoli e contrari, tra chi è convinto sia un atto di equità sociale e chi teme un nuovo salasso per i proprietari delle case.

Il sindacato degli inquilini, appena qualche giorno fa, ha diramato una nota nella quale esprimeva l’auspicio verso un’effettiva attuazione di una riforma tanto attesa per riequilibrare i valori catastali degli immobili e, di conseguenza, delle tassazioni collegate. Spiega Nicola Zambetti, segretario del Sunia Bari Bat: «Non è giusto che appartamenti in pieno centro siano accatastati con lo stesso valore di altri, magari nelle periferie più degradate. Serve una revisione e serve subito, per ragioni di equità sociale prima ancora che fiscale». In particolare, il sindacato degli inquilini pone l’accento sui cambiamenti che le città hanno vissuto negli ultimi anni e che hanno portato ad una rivalutazione dei valori immobiliari. Conclude Zambetti: «Ci sarà chi pagherà di più ma anche chi pagherà meno perché il valore risulterà inferiore. Bisogna uscire dalla logica che quando un immobile si vende deve valere tanto mentre quando si pagano le tasse non vale nulla. Tanto per chi è possessore di prima casa non cambierà molto visto che non c’è l’Imu».

Di tutt’altro avviso Mauro Simone, presidente dell’Associazione Piccoli Proprietari di Case, che teme un innalzamento della tassazione sugli immobili: «Una prima importante revisione degli estimi catastali c’è già stata nel 2011 con il governo Monti e fu un primo salasso. Ora si teme che dietro la parola aggiornamento si nasconda la volontà di alzare tutti i tipi di tassazione, dall’Imu alla Tari fino alle successioni».

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista