CAM edifici pubblici, chiarimenti da parte del Ministero

In ambiente il
Autore: Rossana Saponaro

CAM, Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici. In seguito alle diverse segnalazioni di non corretta applicazione dei CAM da parte delle stazioni appaltanti, il Ministero dell’Ambiente ha ritenuto doveroso pubblicare alcune precisazioni.

Già nei precedenti articoli abbiamo provato a spiegare l’importanza dei CAM e di quanto la spesa pubblica possa incidere e contribuire al raggiungimento dello sviluppo sostenibile:

Appalti, cosa cambia con l’introduzione dei criteri ambientali minimi?

Criteri ambientali minimi, modificato il decreto.

E’ evidente, vista la complessità della recente norma, la necessità di intervento da parte del Ministero dell’Ambiente.

La materia in generale è regolata dal D.M. 11 ottobre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre dello stesso anno. E’ chiaro che ci stiamo riferendo ad uno dei decreti attuativi del Codice Appalti e Contratti (D.Lgs. n. 50/2016).

Vediamo di entrare nel merito. Il codice appalti, all’art. 34, comma 1, prevede l’obbligo di indicare nella documentazione di gara di ogni appalto le clausole contrattuali e le specifiche tecniche. Vi rientrano anche i criteri progettuali da inserire poi, nel capitolato speciale d’appalto. Al comma 2 si specifica che, ai fini della stesura dei documenti di gara, che riguardano l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, devono essere tenuti in considerazione anche i CAM.

I chiarimenti sono stati diffusi il 2 febbraio. Riguardano sia aspetti generali delle disposizioni legate alle procedure di gara che aspetti di dettaglio relative all’applicazione dei CAM già nella stesura dei documenti della gara stessa.

Esiste una certa discrezionalità nell’applicazione dell’adempimento. Ad esempio, la stazione appaltante “può inserire nella documentazione di gara uno o più dei criteri premianti presenti nel documento Cam, oppure prevederne di simili nel contenuto ma non esattamente uguali nel testo, fermo restando che la stazione appaltante può elaborarne di nuovi e/o più stringenti”. I “criteri per la selezione dei candidati […] non sono invece obbligatori, anche se, soprattutto in caso di gare per lavori, sono fortemente consigliati per i risvolti positivi che può avere la gestione ambientale dell’impresa o la corretta gestione del personale”.

Inoltre, “la stazione appaltante, deve mettere a gara il progetto esecutivo o, in caso di lavori, deve avere un progetto esecutivo già conforme ai Cam”. Esiste, però, un margine di intervento dell’impresa di costruzioni. L’appaltatore deve eseguire quanto previsto dal progetto esecutivo esistente e a suo carico può rimanere l’esecuzione di disegni di dettaglio come i particolari costruttivi”.

Rispetto al computo metrico estimativo e all’elenco prezzi unitari si rende necessaria una “adeguata analisi dei prezzi anteriormente alla pubblicazione del bando di gara per lavori”. L’intento è quello di evitare di “scaricare sugli offerenti costi non previsti nel progetto esecutivo”.

Infine, vi è la precisazione per cui nelle tipologie di intervento non nominate nel testo del DM, tra le quali il restauro, i CAM non sono obbligatori.

Resta aggiornato, iscrivi alla newsletter di Casa Smart.

Commenti
Condividilo

Tag:, , , , , , , , ,