Nel decreto firmato nella serata del 18 febbraio torna la cessione multipla del credito d’imposta derivante dai bonus in edilizia, compreso il superbonus. Tra le novità la possibilità di cessione solo verso istituti bancari o società finanziarie mentre lo sconto in fattura non verrà conteggiato come ulteriore cessione. Intanto, ieri a Bari c’è stata una nuova protesta degli operatori del comparto.

L’obiettivo è sempre quello di limitare le frodi nell’ambito dei lavori di efficientamento energetico e adeguamento alle norme antisismiche, il nuovo decreto licenziato dal governo aumenta a tre le cessioni del credito anche se, dopo la prima, le due successive possono essere solo verso banche o finanziarie. Per quanto riguarda lo sconto in fattura, ovvero la possibilità che l’impresa che svolga i lavori si prenda il credito del committente a fronte di uno sconto, non verrà conteggiata come cessione. Stretta su tracciamento dei pagamenti con l’introduzione di un identificativo univoco di ogni singola operazione e inasprimento delle pene, da due a cinque anni, per i professionisti che asseverino o attestino il falso, con multe dai 50 ai 100 mila euro.

Novità non di poco conto per un comparto, quello dell’edilizia, che ancora ieri era sceso in piazza per protestare contro l’articolo 28 del decreto Sostegni ter che, limitando solo ad una cessione, aveva di fatto bloccato i lavori sul superbonus. Molti cantieri fermi in attesa di saperne di più ora potranno ripartire. Così raccontava l’architetto Francesco Gagliardi: «Siamo in piazza non per sola solidarietà agli imprenditori ma perché gli effetti del blocco causato dagli ultimi provvedimenti si riverberano anche sul nostro lavoro. Abbiamo dovuto sospendere anche lavori già iniziati e non è facile spiegarlo ai committenti. Anche se qualcuno ha persino minacciato azioni legali abbiamo preferito fermarci». Ma è il mondo delle imprese edili il più colpito, come ha spiegato Luciana D’Attolico, imprenditrice barese: «Siamo noi i protagonisti di quella rigenerazione urbana da più parti invocata e siamo noi per primi a voler smascherare i furbi perché fanno concorrenza sleale e costringono le aziende sane a chiudere. Ma lo Stato non poteva bloccare i cantieri cedendo un credito che, di fatto, poi non poteva più essere rimesso sul mercato». Infine, anche gli amministratori di condominio avevano espresso vicinanza, come Erasmo Giove, presidente di Help Condominio: «Gli amministratori sono gli intermediari tra imprese e condòmini quindi abbiamo dato il nostro contributo per la risoluzione delle criticità sull’intera filiera».

Ora il comparto può ripartire anche se resta il tema irrisolto della certificazione delle aziende che sono nate in questi mesi, proprio in concomitanza con l’introduzione delle agevolazioni fiscali. Anche l’Ance, nei giorni scorsi, aveva lanciato l’allarme con il presidente Beppe Fragasso, sull’attenzione da rivolgere soprattutto a quelle imprese, costituite magari all’estero e senza dipendenti. Vedremo come il settore e la committenza sapranno trovare gli anticorpi a questo virus, magari grazie ad un focus sull’affidabilità degli interlocutori, prima ancora che concentrandosi sul prezzo.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista