Blower door test, come si esegue?

In casa,ambiente il
Autore: Rossana Saponaro

Abbiamo approfondito ampiamente il significato e l’utilità del blower door test in un nostro articolo dal titolo Blower door test, cos’é? Si tratta della prova introdotta dalla UNI EN 13829: 2002 “Prestazione termica degli edifici – determinazione della permeabilità dell’aria degli edifici – Metodo di pressurizzazione mediante ventilatore”.

L’esecuzione avviene da parte di un tecnico specializzato con l’obiettivo di misurare il flusso di ricambio dell’aria di un edificio per valutarne le prestazioni in termini di ermeticità dell’involucro edilizio.

Carlesi – strumenti di misura

La fase iniziale è quella dell’assemblaggio. Il telo rosso di tenuta, provvisto di foro per la ventola, viene montato sulla struttura a telaio regolabile a seconda delle dimensioni dell’apertura (porta o finestra) dove verrà temporaneamente installato. Successivamente si inserisce il ventilatore nella bocca d’ingresso del telaio.

Il tecnico dovrà servirsi anche di un dispositivo per valutare la differenza di pressione interna ed esterna e di un sistema manuale o automatico per mantenere la differenza di pressione costante durante tutta la prova. Il test si esegue seguendo due modalità.

Attraverso la modalità cruise si genera una differenza di pressione di almeno 50 Pa. Il test si esegue, a varie differenze di pressione, in modo automatico o manuale in almeno 5 punti sia in pressione che in depressione. Le 5 misurazioni determineranno un indice, n50, che descrive la tenuta all’aria. Con la sovrappressione stabile all’interno dell’ambiente e attraverso l’utilizzo di strumenti come il termoanemometro, la macchina per il fumo o la termocamera, è possibile individuare precisamente i punti di fuoriuscita dell’aria con velocità superiore ad 1 m/s. Sicuramente saranno localizzati in corrispondenza di ponti termici strutturali oppure in corrispondenza di anomalie nell’esecuzione della coibentazione di serramenti e impianti.

La modalità certificazione, descritta nella UNI EN 13829, invece, si esegue misurando a valori differenti le variazioni tra pressione interna ed esterna e successiva interpolazione dei dati.

Negli anni passati la maggior parte delle imprese non ha mai avuto controlli in cantiere e le contestazioni sono sempre state poche. I lavori si svolgevano in velocità, senza prestare la minima attenzione alle schede tecniche dei prodotti. Lavorando con calma ed attenzione, eseguendo i lavori secondo le cosiddette regole dell’arte, invece, è possibile realizzare una casa a tenuta. Il momento del test risulta altamente formativo: operai e artigiani possono verificare il loro operato; le imprese che coordinano il lavoro dei subappaltatori possono verificarne le capacità; i progettisti possono osservare la tenuta all’aria dei dettagli costruttivi progettati. Il superamento del blower door test diventa, inoltre, uno strumento di marketing anche per i futuri committenti.

Gli standard di una buona casa passiva chiedono che le infiltrazioni di aria siano basse fissandone un livello che prevede una prova in sito. Un edificio con basse infiltrazioni di aria e quindi una elevata tenuta all’aria e al vento, consente di: non sentire i rumori provenienti dall’esterno; non sentire gli spifferi d’aria vicino alle finestre; aumentare il comfort in casa.

Ricordiamo ai lettori che una buona impermeabilità all’aria della nostra abitazione, oltre ad indicare un’alta qualità dell’esecuzione dei lavori, contribuisce alla diminuzione dell’eventuale presentazione di danni agli elementi costruttivi e riduce le dispersioni di calore. Tutto ciò influisce sul risparmio di energia e di denaro, migliorando il comfort abitativo.

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