Si terrà a Bari, dal 1 al 20 settembre, la prima edizione di BiArch – Bari International Archifestival, la manifestazione dedicata all’architettura e che, a causa della pandemia, è stata rimandata di un anno. Per venti giorni il capoluogo pugliese sarà sede di 32 eventi fra mostre, lectio magistralis, conferenze, workshop, installazioni e performance, con 50 ospiti dall’Italia e dall’estero.

Il progetto è vincitore del bando “Festival dell’Architettura”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, grazie a una progettualità molto ampia che ha coinvolto stakeholder istituzionali quali enti pubblici, università, fondazioni, ordini professionali e rappresentanti della cittadinanza attiva, sollecitando la partecipazione e il protagonismo civile.

BiArch si muoverà contemporaneamente su due diversi piani con l’obiettivo di coinvolgere da una parte un pubblico esperto di professionisti e studiosi, dall’altra tutta la cittadinanza per attivare così un percorso di riflessione collettiva e condivisa dal quale possa scaturire una domanda consapevole di città e di una nuova qualità della vita urbana. Per questo il festival coinvolgerà l’intera città, dal centro alle periferie, e i suoi principali spazi culturali ed espositivi, alcuni dei quali restituiti nel recente passato alla cittadinanza come il Teatro Margherita, l’ex Palazzo della Provincia, il Fortino Sant’Antonio, Spazio Murat, Spazio 13, l’Officina degli Esordi, l’ex Manifattura Tabacchi, gli spazi dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, l’ex Arena Moderno; e ancora la Casa delle Culture, il Castello di Ceglie del Campo, piazza Diaz, corso Mazzini e largo Sorrentino. Saranno coinvolti anche spazi privati della città quali gallerie, studi, esercizi commerciali che potranno ospitare eventi temporanei legati al mondo della cultura urbana.

Tre le sezioni in cui si articola il Festival: «Margini – L’architettura e le ferite della geografia», con eventi dedicati alle potenzialità inespresse dello spazio costiero o periferico rurale; «Confini – Lo spazio visto da altre terre», che si concentrerà su esperimenti di riattivazione urbana raccontati attraverso i linguaggi delle arti visive e performative; «Frontiere – Lo spazio di tutti», un focus sui processi di appropriazione degli spazi, dei beni comuni e della coabitazione. Nel Teatro Margherita sarà allestita la Casa del Festival, che ospiterà le 10 Lectio Magistralis tenute, tra gli altri, da Anne Lacaton, vincitrice del prestigioso Pritzker Prize 2021, Elizabeth Diller, Amos Gitai, Bernard Khoury, Guido Guidi, Giandomenico Amendola, Francesco Moschini, João Nunes, Marco Casamonti, Andreas Kipar.

Il BiArch – ha sottolineato il coordinatore tecnico scientifico Alessandro Carielloè un festival collettivo e corale che ambisce, grazie alla partecipazione di alcuni dei protagonisti indiscussi del dibattito contemporaneo sulle città, a settembre, a dar vita a un epicentro di innovazione e di confronto su temi attuali e urgenti che, partendo dalla specificità del capoluogo pugliese, si confrontano con una dimensione a scala globale. Il festival rappresenta un’occasione imperdibile per la città, perché ci ha permesso di lavorare per ben due anni in sinergia con le migliori intelligenze, energie e competenze presenti sul territorio. Il festival è stato quindi un ulteriore luogo di sperimentazione che ha visto la collaborazione con istituzioni, università, ordini professionali, fondazioni e soprattutto con il tessuto delle associazioni e della cittadinanza attiva, che costituisce in maniera sempre più consapevole la matrice più autentica del cambiamento di questo territorio”.

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By Staff