Berlen: “Una casa smart ma anche happy”

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Autore: Staff

La professione di amministratore di immobili e condomini è cambiata nel corso del tempo. Competenze di ambiti diversi, la riforma del 2012 e digitalizzazione della professione impongono un’evoluzione continua. Ecco l’intervista a Francesco Berlen, Presidente dell’associazione Help!Condominio di Bari.

  1. Qual è il primo consiglio che daresti ad un giovane che voglia intraprendere questa professione?

L’idea che mi affascinò maggiormente, quando intrapresi questa professione, fu la totale assenza di routine in questo lavoro: un giovane, con uno spirito in movimento e con sete di sapere, non troverà alcuna difficoltà nel ricoprire il ruolo di amministratore di condominio. Superato l’esame previsto dalla legge di riforma del 2012, consiglierei un periodo di affiancamento ad un amministratore navigato nella professione, in modo tale da mettere in pratica le nozioni giuridico-economiche del corso propedeutico e carpire i segreti del mestiere.

Avere un background accademico in settori giuridico-economico può certamente coadiuvare e supportare  il giovane amministratore ad espletare con più sicurezza questa professione.

E’ ,altresì fondamentale, il possesso di competenze trasversali: la fiscalità condominiale non deve essere trascurata dagli addetti del mestiere, cosi come la psicologia, utile all’approfondimento della conoscenza dei nostri datori di lavoro ovvero i Sig.ri condomini.

  1. Quale la criticità maggiore dell’attività?

Lo scarso riconoscimento sociale, la frammentazione delle associazioni di categoria presenti sul territorio e la totale assenza di un Albo fanno sì che questa professione venga, spesso, sottostimata dalla società odierna. Non parliamo, poi, dell’aspetto remunerativo: in alcune aree, al di sotto della soglia di sopravvivenza anche a causa di colleghi eticamente discutibili i quali, pur di intraprendere la professione e di sottrare condomini a chi è già presente, da anni sul mercato, propongono la propria candidatura a cifre esigue, inducendo cosi, il  condomino consumatore ad orientarsi meramente sul prezzo a discapito della professionalità dell’amministratore.

  1. Quale genere di rapporto instaurare con i condomini?

L’essere disponibili è ben diverso dall’essere servili. Non deve mai mancare il rispetto dei ruoli. La condotta di un buon amministratore non deve mai confluire in una posizione autoritaria nei confronti dei propri amministrati. L’essere assertivi è la chiave vincente per affrontare al meglio il rapporto con i condomini.

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  1. Come rapportarsi alla riqualificazione degli edifici?

La riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare incomincia ad essere sentita anche nel territorio in cui esercito la mia attività professionale ; del resto, non è auspicabile un mondo in cui si continui a cementificare senza scrupoli, mettendo a repentaglio Il nostro rapporto con l’ambiente, annesso allo stato di salute della popolazione umana.

L’amministratore ha l’obbligo morale di informare i condomini sui bonus fiscali per quanto concerne le parti comuni che consentirebbero loro di usufruire di una detrazione sull’IRPEF per gli oneri sostenuti per i lavori di ristrutturazione, per tutte le opere di manutenzione straordinaria e ordinaria, come pure quelle afferenti alla riqualificazione energetica e alle misure antisismiche.

Su quanto detto precedentemente, lo Stato Italiano prevede delle aliquote differenti in base al tipo di interventi da compiere,  compresi quelli fruibili con il bonus di  ristrutturazione del 50%, con l’Ecobonus per il miglioramento energetico o con l’ultimissimo sismabonus allle seguenti percentuali del:

  • 75% per i lavori di miglioramento di una classe di rischio di tutto l’edificio;
  • 85% per le opere che servono al il miglioramento di due classi di rischio per tutto lo stabile.
  1. Quale la maggior soddisfazione nel corso dell’attività?

In fondo, l’amministratore è un dispensatore di servizi utili alla società condominiale, nonché un professionista del problem solving. Un condominio felice gratifica una intera vita volta a soddisfare il bene comune cui tutti aspiriamo. Ecco qual è la vera difficoltà dell’amministratore, farsi accettare, non come un intruso, bensì come un fautore ed un promotore del benessere cittadino.Per concludere, la mia più grande soddisfazione sarebbe quella di vedere una casa smart trasformarsi in una casa also happy.

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