Barbecue all’aperto, è sempre utilizzabile?

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Autore: Staff

“Chiunque voglia fabbricare forni o camini presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti o in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza. Rientra in tale categoria anche il barbecue fisso costituito da un manufatto in muratura con comignolo.”

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione II sez. Civ. con la sentenza n. 15246 dello scorso 20 giugno.

Secondo la Corte il barbecue fisso, essendo qualificato come forno o camino deve rispettare quanto previsto dall’art. 890 c.c. secondo cui, per la costruzioni di forni o camini nei pressi del confini, si devono osservare le distanze stabilite dai regolamenti (quelli comunali o di pubblica sicurezza) o, in mancanza adottare le “distanze sufficienti ad evitare pericoli alla solidità, salubrità e sicurezza”, che ovviamente variano a seconda della situazione.

Tali manufatti presentano una presunta nocività e pericolosità tale da pregiudicare il diritto alla salute dei vicini.

La pronuncia è stata l’epilogo di un ricorso presentato dal proprietario di un barbecue edificato nel cortile dell’appartamento sottostante a circa un metro dalle finestre di un altro condomino.

Quest’ultimo aveva chiesto ed ottenuto l’inutilizzabilità del manufatto da parte del ricorrente a causa della nocività del barbecue. Il proprietario del barbecue ha presentato ricorso per Cassazione per violazione dell’art. 890 Cc, atteso che, come nel caso di specie, non esistono norme regolamentari in tema di distanze per la messa in opere di camini e la presunzione di nocività e pericolosità non è assoluta, ma è superabile ove si dimostri che nel caso concreto non sussiste alcun pericolo o danno per il fondo vicino.

Di opinione contraria la Corte di Cassazione, la quale ha invece qualificato la presunzione di nocività e pericolosità come assoluta che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisca la distanza medesima.

Nel caso in cui invece manchi una disposizione regolamentare la presunzione di pericolosità è relativa come tale superabile nel momento in cui il proprietario del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino.

L’accertamento prescinde dal verificarsi o meno di un evento dannoso, dovendosi invece valutare oggettivamente la pericolosità del forno anche se spento.

Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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