Ascensori, nuovo regolamento

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Autore: Staff

Lo scorso 30 marzo è entrato in vigore il DPR n.23 del gennaio 2017, il c.d. “Regolamento Ascensori”, attuativo della direttiva 2014/33/UE e si applica agli ascensori intesi come prodotti finiti ed installati in modo permanente in edifici e costruzioni ed ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché al loro esercizio.

Il regolamento dispone nuove regole e procedure per i nuovi ascensori, con l’obiettivo di garantire standard sempre più elevati di sicurezza delle persone e dei beni, nonché di protezione della salute, e al contempo assicurare una concorrenza leale nel mercato UE.

Tale adeguamento non interessa gli ascensori inseriti in particolari contesti come quelli da cantiere, gli impianti a fune, quelli realizzati per scopi militari, o nelle miniere, nonché gli ascensori installati prima dell’entrata in vigore del decreto 162/1999.

Risulta evidente un’ingiusta disparità di standard di sicurezza tra vecchi e nuovi impianti, aspetto, quale la sicurezza, che non può conoscere discriminazioni di alcun genere. Si tratta comunque di una previsione legittima, in quanto tale materia deriva dalla raccomandazione 95/216/CE, atto non vincolante. Ciò non ha impedito al Consiglio di Stato di stimolare il Governo circa l’urgente messa in sicurezza di tutti gli impianti senza discriminazione alcuna.

Un neo, oltre alla mancata previsione della norma di ricostituzione delle Commissioni d’esame presso le Prefetture per il rilascio dei certificati di abilitazione all’esercizio della professione di manutentore di ascensori e montacarichi, presente nella vecchia bozza approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso giugno, ma non più riconfermata.

Il regolamento dispone obblighi e compiti per tutti i soggetti coinvolti, fabbricatori, importatori, distributori ed installatori.

Fabbricatore ed installatore hanno l’importante obbligo della valutazione di conformità dei prodotti agli standard di salute e sicurezza nonché conservare la documentazione tecnica, come precisato dall’Allegato 1 del regolamento, e provvedere al loro ritiro in caso di mancata conformità.

In particolare i nuovi impianti dovranno garantire:

  • l’accessibilità della cabina da parte dei disabili;

  • l’affidabilità degli elementi di sospensione e di sostegno della cabina, compresi i collegamenti e gli attacchi terminali, per ridurre al minimo il rischio di caduta della cabina;

  • la predisposizione di dispositivi per impedire la caduta libera della cabina o suoi movimenti incontrollati, in caso d’interruzione dell’alimentazione di energia o di guasto dei componenti;

  • la dotazione di mezzi che consentano di liberare e di evacuare le persone imprigionate nella cabina e di mezzi di comunicazione bidirezionali che consentano di ottenere un collegamento permanente con un servizio di pronto intervento.

  • l’illuminazione della cabina in uso e la predisposizione di luci di emergenza.

Importatori e distributori, meglio inseriti nel circuito del mercato, sono chiamati a verificare che i prodotti immessi nel mercato siano conformi alle prescrizioni previste e dovendo essere di supporto alle autorità nazionali competenti, quali il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero dello Sviluppo Economico, dovranno mettere a loro disposizione tutte le informazioni relative ai componenti di sicurezza.

Il regolamento prevede anche che gli eventuali lavori per problematiche evidenziate dai controlli su precisione di fermata e livellamento tra ascensore e piano d’arrivo possano solo essere suggeriti dai manutentori; sarà il condominio a scegliere se eseguirli o meno.

Gli ulteriori allegati indicano le misure da adottare nel caso in cui gli ascensori e i loro componenti presentino rischi, oppure siano conformi ma presentino ugualmente rischi, od ancora presentino una conformità non formale.

Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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