Chi amministrerà il condominio 4.0?

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Autore: Gennaro Del Core

Condominio 4.0 ovvero il fatto che la rivoluzione digitale non è più un vago orizzonte, prende sempre più forma in tutti gli ambienti nei quali viviamo tutti i giorni. E non può certamente fare eccezione anche la nostra casa o, come per la maggioranza degli Italiani, il condominio che abitiamo.

Ma in questa fase di passaggio di consegne tra vecchio e nuovo e, per certi aspetti, tra molto

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vecchio e molto nuovo la vera domanda è: chi amministrerà il condominio 4.0?

L’evoluzione tecnologica alla quale aggiungiamo ormai la dicitura “4.0” non è solo tecnica, è un’idea concettuale, un cambio culturale a volte repentino.

Chi ci segue sa già che intendiamo per condominio 4.0 non solo aspetti legati, ad esempio alla domotica. Penso agli effetti sull’assistenza domiciliare alle persone con una qualche difficoltà, che sia di salute o di altro genere. Quindi a figure professionali, magari già consolidate nel tempo, ma che necessitino di un aggiornamento, anzi un upgrade.

Ci siamo già occupati del ruolo che può avere, anche in funzione di un sistema sanitario che per scelta o per necessità sarà sempre meno presente, quello che comunemente, ma anche in termini troppo stringenti, viene definito badante.

Allo stesso modo, peraltro, abbiamo parlato di cambiamenti anche strutturali dei condomini così come li conosciamo. Penso alle normative che stanno imponendo una svolta green nellinstallazione di predisposizioni all’allaccio per le colonnine elettriche in grado di rifornire veicoli senza carburante fossile.

I veri cambiamenti nella gestione di immobili e condomini possono essere anche agevolati da indirizzi normativi ma la vera svolta non può che arrivare dagli utenti e quindi dal mercato. Un assioma della nuova economia dice che “i mercati sono conversazioni” facendo riferimento alle tantissime piattaforme che permettono ormai di veicolare informazioni, reputazioni e pareri.

Il settore dei professionisti che si occupano dell’amministrazione del patrimonio immobiliare non sfugge a questa regola.

Prova che qualcosa è ormai cambiato ne è l’interessamento di grandi gruppi che, fino a poco tempo fa, si occupavano di altri aspetti legati al mondo degli edifici o della casa. Penso ai grandi marchi di agenzie immobiliari che da tempo hanno lanciato le loro divisioni di amministrazioni condominiali. Ma anche ad alcune banche, spinte anche dalla necessità di gestire il proprio grande patrimonio immobiliare.

Allora una platea di tanti, tantissimi, piccoli, e piccolissimi, professionisti come spera di sopravvivere a questo tsunami? Si accontenterà delle briciole del mercato?

Come sempre, nella storia dell’evoluzione umana, coloro che sapranno adattarsi al cambiamento vinceranno. 

Il passaggio, secondo me obbligato, prevede una nuova figura professionale in grado di rispondere ad esigenze più ampie e complesse. La vecchia immagine dell’amministratore che “fa di conto” non è più sufficiente. Dovrà portare con sè anche una serie di servizi e, perché no, prodotti che completino l’offerta. Dovrà fungere anche da “amministratore dei servizi”, non solo legati alla tecnologia. Auspico, infine, un uso più adeguato anche delle suddette piattaforme tecnologiche per favorire i rapporti con i propri condomini.

La sfida è grande ma anche molto entusiasmante. Player di questa partita sono le associazioni di professionisti che operano in ambito condominiale. Per loro le stesse domande, sapranno cogliere il cambiamento? Sapranno indirizzare la formazione dei propri associati in funzione 4.0? Quelle che rimarranno ancorate ad un modo di lavorare che scomparirà giorno dopo giorno saranno destinate all’estinzione. 

Di questi ed altri temi ancora parleremo nel nostro ultimo workshop per il 2017, ci vediamo a Bari il prossimo 15 dicembre.

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